Corea del Sud: tradizione e tecnologia

· 8 minuti >

Un breve articolo sulla Corea del Sud dopo che l’ho visitata per 2 settimane. Potete trovare l’articolo dove parlo del mio itinerario con tutte le foto qua.

Un po’ di storia

“I coreani sono abituati a questa alternanza di destini. Il loro è stato a lungo un paese di drammi e contraddizioni: la spaccatura del 1945 tra un Nord filosovietico e un Sud filoamericano è stata la più severa tra le separazioni di stati della storia contemporanea. Il conflitto tra le due parti causò la morte di tre milioni di coreani; il Sud ospita una popolazione cristiana tra le più ferventi d’Asia, mentre il Nord ha sviluppato un culto comunista della personalità che è stato – e rimane – più fanatico perfino di quelli di Mao o Stalin; alle soglie del XXI secolo il Nord è stremato dalle carestie e dal declino economico mentre il Sud è la dodicesima potenza economica del mondo.”

Michael Breen

I primi regni: Silla

La storia della Corea inizia nel Paleolitico inferiore. Ci sono delle testimonianze di un primo regno nel 2333 BCE, chiamato Gojoseon, che occupava tutta la penisola fino alla Manciuria inclusa. Intorno al III secolo BCE si sarebbe diviso in piccoli regni. Pressappoco intorno all’anno 0 i tre regni di Baekje, Silla e Goguryo si impossessano della penisola coreana, rivaleggiando fra di loro. Nel 676 CE il regno di Silla esce vittorioso da una lungo opera di unificazione, creando così il primo regno unitario che occupa gran parte della penisola. Tutt’oggi possiamo vedere i resti della capitale nell’attuale Gyeonju, non lontano da Busan, che vantava di rivaleggiare con la famosa Chang’an cinese. I tumuli funerari, soprattutto, con i loro ritrovamenti di oggetti preziosi, sono la principale attrazione archeologica della città.

Tesoro di Silla, Gyeongju
Tesoro di Silla, Gyeongju

Goryeo

Nel IX secolo, dopo 250 anni di prosperità, stabilità politica e sviluppo artistico, religioso e culturale, il regno cade, dividendosi di nuovo in tre stati, fino a quando nel 935 la dinastia Goryeo (spesso traslitterato in Koryo, da cui deriva il nome Corea) prende il sopravvento creando un nuovo regno unito. I Goryeo inaugurano un’era di sviluppo introducendo un codice di leggi, un apparato amministrativo statale e sposando il buddismo come religione di stato. Nel 1238 anche la Corea, come il resto dell’Asia, subisce l’invasione mongola che porterà a una dura lotta di 30 anni, al termine della quale i due regni firmeranno un trattato di pace, che porterà il regno a diventare vassallo della dinastia Yuan governata dai mongoli in Cina per un’ottantina di anni.

Joseon

Quando, finalmente, il re Gongmin riuscì a riformare un governo autonomo, approfittando delle guerre interne alla dinastia Yuan, si trovò davanti un paese diviso dalla corruzione, dalle lotte intestine fra buddisti e confuciani, dagli aristocratici ancora favorevoli ai mongoli, dai dissidi per la proprietà terriera. Così, nel 1392, sfruttando la situazione, il generale Yi Seong-gye prende il potere fondando la dinastia Joseon. La capitale viene trasferita a Hanseong, l’attuale Seul, e il confucianesimo diventa la religione ufficiale, a discapito di quella buddista. Inizia un periodo di grande sviluppo scientifico e culturale. Il re Sejong il Grande promulga l’hangul, l’alfabeto coreano tuttora in uso, che va a sostituire la scrittura cinese, di unico appannaggio dell’aristocrazia. Le tensioni con il vicino Giappone diventano insostenibili e sfociano con il tentativo del regno dei Joseon di invadere l’attuale isola giapponese Tsushima, nel 1419. A sua volta, nel 1592, i Giapponesi invadono la penisola coreana ma alla fine vengono respinti grazie alla perizia dell’ammiraglio Yi Su Sin, le sue navi-tartaruga e l’aiuto della Cina dei Ming, nel 1598.

Dopo un’altra invasione da parte della Manciuria nel 1626, che costringe il regno di Corea a sottomettersi all’impero Qing cinese, seguono anni di pace ma anche di chiusura all’imperialismo occidentale, impedendo agli europei di sbarcare sulla penisola fino al 1880. Nonostante ciò, il cristianesimo arriva in Corea nel 1794: prima con i cattolici francesi, 40 anni dopo con i protestanti tedeschi. La nuova religione fa diversi proseliti creando molte tensioni interne. Verso la fine dell’800 la Corea apre il commercio agli altri stati, come il Giappone e gli USA. Il primo, dopo aver sconfitto la Cina nel 1895 in una guerra per il controllo della Corea, fanno assassinare l’imperatrice coreana Myeongseong. Infine, nel 1905, dopo aver sconfitto la Russia sempre per il controllo della Corea, il Giappone annette la penisola che diventa, così, un suo protettorato. Il Sol Levante domina la Corea fino alla sua resa nel 1945.

Divisione della Corea

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Russia aveva invaso la Corea da Nord, gli Stati Uniti amministravano la parte meridionale ed entrambi si erano messi d’accordo per una gestione temporanea separata, con l’idea di lasciare la Corea unita sotto un unico governo. La questione va per le lunghe quando iniziano le prime avvisaglie della Guerra Fredda, che vede i comunisti e i filo-americani su due fronti. Questo fa sì che nel 1950 i due territori rimangano separati con il riconoscimento della sola Corea del Sud come unico stato legittimo dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Corea del Nord decide di invadere quella del Sud immediatamente dopo la risoluzione delle Nazioni Unite. Nasce così la guerra di Corea, che finirà soltanto nel 1953 ma senza un vero e proprio trattato di pace. Da lì, la Corea del Nord è rimasta un paese comunista sotto l’influenza della Russia mentre quella del sud ha sviluppato una democrazia capitalista che l’ha portata a un rapido sviluppo economico e tecnologico tanto da essere la quarta economia più grande d’Asia e la quindicesima a livello mondiale.

Curiosità coreane

Non considerare i coreani è un passatempo molto usato della storia dell’umanità, con risultati piuttosto modesti.

Federico Buffa

Impatto

Sono stato troppo poco tempo in Corea per descriverla in maniera un po’ più approfondita, ma posso comunque condividere la mia sensazione a pelle. La Corea del Sud è un paese in forte crescita economica, che sta investendo molto sul progresso tecnologico. Eterna rivale del Giappone, possiamo tranquillamente dire che per molte cose l’ha superato: il Sol Levante, infatti, sembra si sia fermato a 10 anni fa. Non è possibile, alle soglie del 2020, dover ancora pagare tutto in contanti; entrare nei bar, nei ristoranti, nei caffè e non trovare una WiFi per i clienti. Come tutti i paesi asiatici con un progresso avanzato, la Corea vive con forti contraddizioni interne generate dall’attaccamento alla tradizione e la spinta verso il futuro, lo sviluppo, il progresso.

Chiusure

Nonostante questa apertura progressista, si respira ancora un clima un po’ militaresco e dittatoriale per certi versi. Google Maps, per esempio, non funziona granché perché il governo sudcoreano ha respinto la richiesta di usare i dati di mappatura, preoccupata che possano essere usati dalla vicina Corea del Nord (che invece ha accettato la richiesta e infatti Google Maps là funziona bene, paradossalmente). Per muoversi i sudcoreani usano Naver Map o Kakao map. Inoltre, i siti porno sono tutti bloccati (problema facilmente aggirabile con una VPN), cosa che fa decisamente sorridere e che non ti aspetteresti mai in un paese a maggioranza atea.

Naver Map
Naver Map

I coreani

I sudcoreani sono dei gran lavoratori, almeno quanto i giapponesi. Fanno sempre straordinari e si buttano anima e corpo nel lavoro. Ancora peggio che in Giappone, per questo motivo, c’è un costante clima concorrenziale, competitivo, che genera uno stress non indifferente. Nonostante questo, i coreani sono persone molto accoglienti e più rilassate da un punto di vista sociale e di relazioni umane. Rimangono, però, ancora molte regole sociali non scritte, su come ci si deve rivolgere al padre della propria ragazza, per esempio, e cose simili. Purtroppo ho avuto poca interazione con i locali, anche quando sono stato ospitato dai coreani erano troppo impegnati per condividere del tempo con me. Quelli con cui ho avuto a che fare sono sempre stati estremamente gentili, disponibili e pronti ad aiutare. Certo, anche loro hanno delle stravaganze, come quelle che ho notato in queste due settimane.

Mania delle foto

La prima, particolarmente fastidiosa quando si visita un luogo turistico, è quella di farsi decine e decine di foto. Si fermano in un punto, il più turistico ovviamente, e stanno là a farsi (o farsi fare) foto senza minimamente preoccuparsi che ci sia la fila di persone che aspetta che loro si scrostino dalle scatole per farsi anche loro una foto. Anzi, sembra che sia del tutto normale aspettare dai 5 ai 45 minuti per farsi una foto (non scherzo: a Gamcheon ho visto una fila chilometrica di persone per farsi foto insieme a una statua del Piccolo Principe. Ci sono passato più volte e c’era sempra la stessa fila).

Anti giapponismo

Le ferite inferte dall’occupazione giapponese sono ancora aperte nell’anima dei coreani. L’odio verso il Sol Levante è ancora molto diffuso e sentito. Il governo alimenta costantemente questa fiamma in ogni modo possibile. Si vedono pubblicità sulla metro che mostrano eventi passati di quando il Giappone ha invaso un’isola, di documenti validi o meno, etc. Quando un ragazzo che cercava offerte per una Onlus ha saputo che ero stato prima in Giappone, mi ha chiesto quale paese mi fosse piaciuto di più. Per fortuna ero appena arrivato in Corea e ho risposto che era troppo presto per esprimermi. Lui salutandomi mi fa: “Ciao, e spero che la Corea ti piaccia di più del Giappone”. Per quanto possa essere stata oppressiva l’occupazione giapponese, è particolarmente fastidioso vedere queste costanti manifestazioni di anti giapponismo. Immaginatevi se ogni stato dovesse sistematicamente sputare veleno sui precedenti oppressori, non si finirebbe più!

Superstizione

I coreani sono tendenzialmente molto superstiziosi. Per le strade di Busan, ad esempio, si possono trovare tantissime cartomanti che leggono i tarocchi a pagamento, come in altre città. È facile, inoltre, imbattersi in distributori automatici di oroscopo cinese. Questo fa sorridere in una società tecnologicamente avanzata come quella coreana, soprattutto perché quasi il 50% dei coreani si dichiara ateo, ma a quanto pare le credenze sono molto difficili da debellare.

Cartomanti a Busan
Cartomanti a Busan
Distributori di Oroscopo cinese a Jeonju
Distributori di Oroscopo cinese a Jeonju
Tecnologia

Una delle cose che più mi è piaciuta della Corea è che praticamente tutte le case hanno al posto della chiave un codice numerico da digitare per entrare. Questo rende, a mio avviso, tutto più facile. Non c’è pericolo di perdere la chiave o chiudersi fuori di casa, e anche per far entrare in casa amici o genitori in un momento di emergenza è abbastanza facile.

Serratura a codice
Serratura a codice

Il cibo

Non ricordo minimamente i nomi dei piatti che ho provato. Devo dire che il coreano è una lingua ostica per me, soprattutto per la pronuncia. Sembra una via di mezzo fra il giapponese e il cinese. Una cosa è certa: mangiano piccante da fare schifo! Il piatto più famoso è il kimchi, che tutto sommato è ancora sopportabile. Viene servito come contorno a ogni pietanza, è come il pane da noi praticamente. Oltre a quello, un sacco di altri piatti tutti molto piccanti. Ce ne sono anche non speziati, per fortuna! Certo è che, per chi non mangia carne, trovare una soluzione non è facile (anche se meglio del Giappone, dove sono dei carnivori sfegatati). Essendo già difficile trovare piatti senza carne, mi sono dovuto spesso accontentare di mangiare piccante anche quando non avrei voluto. Il risultato è stato un bruciore di esofago e stomaco quasi costante (ma nessuna conseguenza alle parti basse, per fortuna!).

Religione

Sebbene ci sia la convinzione che la Corea sia uno stato a maggioranza buddista, in realtà il 46% della popolazione si dichiara areligiosa. I cristiani sono il 28%, divisi fra il 18% protestanti e il restante cattolici. I buddisti sono il 22%. Nonostante questa dichiarazione di ateismo, la maggior parte dei coreani continua a seguire i precetti filosofici e morali di buddismo e confucianesimo, realtà compenetrate fra di loro lungo i secoli. Per quanto riguarda il buddismo, prima religione istituzionalizzata, che si è fusa con lo sciamanesimo locale, funziona così: sebbene ci siano varie scuole, è stata apportata una unificazione nazionale per creare un unico buddismo, che abbraccia tutte le correnti. La più diffusa è quella detta Seon, che deriva dal Chan cinese, più conosciuta in occidente col nome giapponese di Zen.

Buddismo

A differenza dello Zen e del Chan, questa scuola è stata fortemente influenzata da una corrente precedente, chiamata Hwaeom, che si basa sullo studio e la recita dei sutra. Così il buddismo coreano di oggi è sì meditazione (scuola Seon) ma anche studio e sutra (Hwaeom). Non mancano altre correnti come quella della Terra Pura (Jeongto) e la scuola Won, nata sotto l’occupazione giapponese. Questa, infatti, ha portato non poco scompiglio introducendo il matrimonio per i monaci e le monache che fino ad allora seguivano il celibato. Il buddismo coreano ha una storia abbastanza travagliata. Ben accolto sin dal IV secolo CE, fiorisce e prolifera sotto il regno di Silla unificato fino a diventare religione di stato sotto la dinastia Goryeo.

Il confucianesimo e l’era contemporanea

Ma con l’avvento del regno di Joseon, a causa di una corruzione dilagante, eccessi e lotte interne, il buddismo decade a favore del confucianesimo, che diventa la religione ufficiale. Soltanto dal 1800, grazie della sconfitta del confucianesimo a causa degli scontri con l’Occidente, l’invasione giapponese e la caduta della dinastia cinese Qing, il buddismo assurge nuovamente a religione principale. I concetti e la morale confuciana, tuttavia, permeano ancora la mentalità coreana, sebbene ormai il confucianesimo in sé sia visto solo come reperto storico da studiare. La vita dei monaci buddisti coreani, oggigiorno, è abbastanza movimentata. Infatti questi si muovono costantemente da un monastero all’altro, studiando e insegnando secondo la corrente di quel monastero.

Vi ricordo che è possibile finanziare i miei viaggi e quindi i miei articoli! Grazie!

Il matrimonio tradizionale giapponese

in Amore, Spiritualità
  ·   9 minuti

Storia e diffusione del buddhismo

in Spiritualità
  ·   25 minuti