La mia esperienza al Mickey House, Language Exchange Café più famoso di Tokyo

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Uno dei punti fermi del mio slow travel attraverso l’Asia, è quello di vivere il più possibile immerso nella cultura del paese, cercando la relazione con gli abitanti in modo da avere scambi culturali, esperienze di vita condivise e un dialogo aperto e costruttivo. Essendo una persona estroversa ed estremamente curiosa, mi piace stare in mezzo alle persone e parlare con loro, fare domande, interessarmi del loro vissuto. Quando ho deciso di iniziare il viaggio, cercavo proprio posti come questo e grazie a Dio l’ho trovato. L’esperienza al Mickey House come volontario è stata bellissima e voglio dedicare un articolo per raccontarvela.

Ho trovato il Mickey House Café su uno di quei siti per cercare lavoro in cambio di vitto e alloggio in giro per il mondo. Allora mi sono iscritto a Workaway, che è uno dei più famosi, e ho contattato il proprietario, Yuta. Essendo il suo café molto pieno Yuta è abbastanza impegnato e non ho ricevuto risposta. Allora ho insistito fino a che finalmente mi ha risposto affermativamente. Ci tenevo particolarmente a fare questa esperienza che si adattava perfettamente a quello che stavo cercando. Quindi, una volta arrivato a Tokyo, ho praticamente iniziato subito a lavorare nel café, ospitato in uno degli appartamenti di Yuta, che sono per chi lavora come volontario. Solitamente il “mandato” dura un mese, ma ci sono ovviamente diverse eccezioni a seconda delle esigenze. Ma entriamo nel dettaglio.

Mickey House

Mickey House Café: la storia

“You can enjoy conversations with people from a variety of countries!!”

Motto sul sito web

Nascita

Non so molto del fondatore del Mickey House né tanto meno in che anno sia stato aperto esattamente. Notizie a riguardo sul sito ufficiale o in altri non se ne trovano. Quello che è certo è che il café esiste da almeno 35 anni ed è uno dei più vecchi nel suo genere a Tokyo, se non il primo. Questo permette al café di avere una discreta fama e di vivere di “rendita” senza doversi sbattere nel cercare clienti e investire in pubblicità. Il sito web è abbastanza datato nel format, anche se aggiornato, e ha l’aspetto tipico dei siti giapponesi.

Mickey House oggi

Il café ha una pagina Facebook molto attiva, così come il profilo Twitter e Instagram. L’attuale proprietario, Yuta, era un attivo frequentatore del café da studente universitario e quando il precedente titolare gli ha offerto di comprarlo, non ha esitato un attimo ad accettare, in quanto già pensava egli stesso di aprire un qualcosa di simile, talmente era entusiasta del format. Così, nel 2011, Yuta diventa il nuovo proprietario. Il café è situato a Takadanobaba, un quartiere di Shinjuku (Tokyo) vicino a varie fermate metro: la Tozai line, la Yamanote line e la Seibu Shinjuku line.

Mickey House
Mickey House

La gestione di Yuta

Yuta è sempre stato attratto dalla cultura europea, iniziando a frequentare stranieri sin dall’università, tanto da arrivare a sposarsi con una francese e mettere su una famiglia bilingue. Lo spirito del café, infatti, è quello di creare un ambiente con un’atmosfera tipica dei luoghi di ritrovo europei, dove le persone parlano di tutti gli argomenti senza nessun tipo di restrizione culturale, da quelli più seri come la politica, a quelli più profondi come i sentimenti, passando per argomenti scottanti come il sesso a quelli più leggeri come la cucina, la natura e per non farsi mancare nulla, battute e risate sono una costante.

In Giappone la società è molto rigida, chiusa e giudicante: la maggior parte delle persone non parla di argomenti come la politica, il sesso, i sentimenti se non con amici intimi. C’è sempre la paura di sentirsi giudicati ed etichettati (vedere il mio articolo sul giapponese medio). Mickey House è un “Gaijin territory” nel cuore di Tokyo, in cui le persone si sentono libere di esprimersi.

Language exchange café: cos’è

Definizione

Un language exchange café è principalmente un luogo di socializzazione. Non è una scuola di lingue, non ci sono lezioni di grammatica, non c’è un insegnante che spiega e degli studenti che ascoltano in silenzio. È un luogo dove si pratica conversazione e in questo modo si migliora l’ascolto, il vocabolario, la capacità di parlare ed esprimersi. I principianti sono benvenuti e ci sono tavoli dedicati a loro. Mentre si parla, si beve caffè, tè o anche alcolici, a scelta personale. Fondamentale è la presenza di chi parla la lingua come un nativo o almeno in modo fluente, non giapponese chiaramente. Di solito ci sono più lingue, non solo l’inglese, anche se è la più gettonata.

Il Mickey House

Non sono un esperto di queste realtà, anzi, quella al Mickey House è stata la prima esperienza per me. Ma a sentire chi frequenta altri language exchange café la situazione del Mickey House è particolare. Innanzitutto, grazie al grande afflusso di persone, ha dei prezzi concorrenziali. Inoltre, offre una notevole quantità di lingue: inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, francese, italiano, svedese, polacco, russo, cinese, thailandese, coreano, vietnamita, hindi, indonesiano e anche giapponese. Lo staff è formato da persone fisse, che lavorano come bartender o parlano una delle suddette lingue, o da volontari che di solito si muovono a turnazione. Si tratta di viaggiatori di vario tipo che, in cambio di qualche ora di lavoro parlando nel café, ottengono alloggio in centro a Tokyo: uno scambio più che equo! Questa grande mobilità di persone fa sì che lo staff sia sempre fresco e variegato, ma non mancano i punti fissi che, vivendo a Tokyo, lavorano al café con una frequenza regolare.

Libertà d’espressione

Quello che caratterizza Mickey House, però, non sono i prezzi, le lingue, o lo staff, ma l’incredibile atmosfera che si respira. Per chi ha un po’ di dimestichezza con la cultura giapponese, saprà quanto siano limitate le possibilità espressive all’interno della società, soprattutto a livello di relazioni. Gli ambienti lavorativi sono solitamente molto gerarchizzati, freddi e pieni di regole comportamentali da seguire. Le famiglie non sono da meno, con i coniugi che si incontrano raramente e i figli, una volta adolescenti, lasciati a se stessi.

Il giapponese medio ha spesso timore di dire ciò che pensa per paura del giudizio altrui, il senso di competizione è spesso molto alto e sempre più persone finiscono per chiudersi in casa senza uscire più. Questo fenomeno è chiamato hikikomori, ed è estremamente diffuso in Giappone. In questo café, grazie all’alta percentuale di stranieri e alla mentalità aperta di Yuta, le conversazioni che si creano sono allo stesso livello di quelle dei luoghi di socializzazione europei. A noi ci sembra scontato incontrarsi con gli amici, magari anche con sconosciuti trovati a una festa, e finire a parlare di politica, dei massimi sistemi, di ecologia, di sesso e chi più ne ha più ne metta. Non è così per il giapponese medio, come ho descritto nel mio articolo.

Clienti

Quando i clienti entrano al Mickey House per la prima volta, sono sempre un po’ nervosi, come per tutte le prime volte che un giapponese fa qualcosa. Ma dopo poche ore di dialogo si lasciano andare e lentamente, con la frequentazione, riescono a parlare di tutto, esprimendosi riguardo a temi che di solito non affrontano. Non sono pochi quelli che hanno un alto livello d’inglese, anche quelli che lo insegnano a scuola, ma frequentano attivamente il café proprio per questa particolare apertura e libertà di espressione. Fra i clienti troviamo persone di tutti i tipi: studenti dai 16 anni in su, casalinghe, impiegati, liberi professionisti, programmatori, dottori, ricercatori, pensionati, allenatori e via dicendo.

Nel café l’età non conta e i tavoli sono misti, tutti parlano con tutti senza distinzione di età, sesso ed estrazione sociale. Le motivazioni per cui vengono sono fra le più disparate: perché stanno studiando una lingua all’università e la vogliono praticare, perché il loro capo a lavoro gli ha detto di imparare l’inglese per questioni relative all’azienda, per pura passione personale, perché stanno per intraprendere un viaggio e vogliono imparare qualcosa della cultura in cui andranno a immergersi o semplicemente rinfrescare l’inglese per comunicare. Ci sono anche quelli che ci vanno con la speranza di conoscere uno straniero o una straniera per iniziare una relazione, perché no? Non sarebbe il primo caso di coppia formatisi dopo che si sono conosciuti al café.

Mickey House
Mickey House
Mickey House
Mickey House

Mickey House: come funziona

Organizzazione

Lo spazio è diviso in due stanze abbastanza ampie (per gli standard giapponesi), una delle quali ha una bella vetrata con vista sul centro di Takadanobaba. Il café è aperto tutti i giorni dalle 13 alle 23. Ci sono due sessioni di scambio secondo il seguente orario:
Lun – Ven: 13-17 e 18-23
Sab: 13-18 e 13-23
Dom: 13-18
I prezzi sono i seguenti: 2000 yen a sessione per i giapponesi, 1600 yen per gli studenti, 500 yen (senza limiti di tempo) per gli stranieri. All’interno del prezzo, oltre alla libertà di muoversi per tutti i tavoli con le varie lingue, ci sono tè e caffè illimitati. Esistono poi una grandissima varietà di abbonamenti che permettono di risparmiare adattati alle singole esigenze. L’inglese è presente a tutte le ore in tutte le sessioni, le altre lingue seguono in calendario visibile sul sito e sempre aggiornato. L’italiano è il martedì e il sabato, entrambi i giorni nella sessione della sera. La domenica, una dolce e simpatica signora, porta sempre qualcosa da mangiare fatto da lei.

Mickey House
Mickey House
Mickey House

Party

Venerdì è un giorno speciale perché, dalle 18 alle 22 (anche se poi di fatto fino alle 23 c’è sempre gente), c’è il party. In questo caso non ci sono tavoli di conversazione (in realtà alcune lingue ci sono, come il tedesco e il francese nell’altra stanza, ma chi partecipa allo scambio non partecipa alla festa). La tariffa per la festa è di 3100 yen per gli uomini, 2600 yen per le donne e 2000 yen per gli stranieri. Nell’ingresso è incluso il servizio all you can drink (c’è una scelta limitata ma ampia di cocktail e drink, alcolici e analcolici) e viene servito del cibo tipo pizze, tacos, guacamole, patatine, formaggi e via dicendo. Ci sono sempre molti partecipanti e la sala si riempie quasi a scoppiare, ma l’atmosfera è bellissima e si incontrano un sacco di persone interessanti. Di solito la serata continua da qualche parte in giro per Tokyo. Sono nate amicizie, coppie e relazioni uniche in quelle serate!

Mickey House

Staff

Come ho detto sopra, lo staff è formato principalmente da stranieri (ma non solo). Ci sono alcuni membri fissi, oltre a Yuta, che si occupano del lato bar, stranieri che parlano fluentemente il giapponese e giapponesi che parlano bene l’inglese. Oltre che fare i bartender, si occupano anche di tenere aggiornato il profilo di Mickey House suoi social, facendo foto, postando eventi, etc. Qualcuno si occupa anche di faccende amministrative. Poi ci sono i volontari che vengono ospitati da Yuta nei suoi appartamenti in cambio di qualche ora di lavoro al café. Di solito sono 4 ore al giorno per 5 giorni, poi ogni situazione può essere adattata a seconda delle esigenze personali. Si tratta di europei, americani (nord, centro e sud), australiani, asiatici di varie nazionalità e via dicendo. Non importa siano madrelingua inglesi, non è una scuola appunto, ma che sappiano l’inglese fluentemente (più la loro lingua nativa ovviamente).

Gli appartamenti in cui vivono sono abbastanza basici e gli spazi sono tutti condivisi (stanze, cucina, bagni, etc) quindi occorre un buono spirito di adattamento. Veongo per lo più usati da viaggiatori, studenti che sono in Giappone per un corso temporaneo, possessori di working holiday visa che stanno facendo un’esperienza in Giappone. Ci sono, infine, stranieri che vivono in Giappone e che non hanno bisogno di alloggio e che in quel caso vengono pagati per lavorare al café qualche ora. La paga è di 1000 yen l’ora più un rimborso per i trasporti che arriva a un massimo di 500 yen. Data la natura del luogo, ci sono anche stranieri che vengono come clienti per incontrare giapponesi e avere uno scambio culturale e conoscere più da vicino la realtà giapponese.

Mickey House
Mickey House
Mickey House
Mickey House

Conclusione

Esperienza straordinaria che consiglio a tutti coloro che abbiano voglia di vivere una realtà invece che di attraversarla scalfendone solamente la superficie. È il modo migliore per conoscere la cultura del posto, incontrare persone e scambiare esperienze. Quante volte abbiamo visitato un paese limitandoci a vedere i monumenti, siti archeologici, natura ma avendo pochissima interazione con i suoi abitanti, spesso anche a causa della barriera linguistica? Queste realtà sono ottimi modi per superare queste limitazioni e tuffarsi in esperienze uniche (basta sapere un po’ di inglese). Ci sono tanti altri language café in giro per il mondo e in Asia sono molto diffusi in quanto il livello d’inglese è generalmente basso nonostante la sua importanza a livello lavorativo e culturale. Quindi per le prossime vacanze, pensate a un’alternativa del genere!

Ricordo che è sempre possibile finanziare il mio viaggio e quindi i miei articoli! Grazie!

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