Lo Shiatsu: dal Giappone con furore

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Disciplina giapponese nata agli inizi del ‘900 e diffusa a macchia d’olio in tutto il globo dagli anni ’60, basata sulla medicina cinese e antiche tecniche e filosofie giapponesi. Tutti ne hanno sentito parlare, ma di cosa si tratta realmente?

”Shiatsu è come la mamma che abbraccia il suo bambino.”

Shizuto Masunaga

Shiatsu dal Giappone

Premetto subito che questo non è un articolo tecnico sullo shiatsu, ma un modo semplice e chiaro per spiegare ai non addetti ai lavori di cosa si tratta, come funziona, i benefici e le eventuali controindicazioni. Per un lavoro tecnico sulle origini dello shiatsu, rimando al mio articolo relativo. Lo shiatsu, ad oggi, rientra nelle discipline olistiche: ovvero quelle tecniche che si occupano (o dovrebbero occupare) della persona nella sua interezza fisica, psicologica, affettiva e spirituale, contrapposta alla tendenza scientista di suddividere e analizzare l’essere umano in parti separate e disgiunte (inteso sia nel corpo, basti vedere tutte le specializzazioni della medicina, sia nei vari aspetti dell’uomo).

Breve storia dello Shiatsu

Origini

Il termine Shiatsu (指圧) significa “pressione con le dita”. Si sviluppa agli inizi del ‘900 ma di fatto si basa su tecniche e conoscenze molto antiche, soprattutto di derivazione cinese. Viene coniato tale termine per staccarsi dalle altre discipline tradizionali (come l’Anma e l’Anpuku) che non godevano più di buona fama ed erano relegate ad ambienti popolari e considerate poco efficaci. Grazie al lavoro di personalità come Tenpeki Tamai e Tokujiro Namikoshi (laureato in fisioterapia), che hanno associato alle tecniche tradizionali i moderni studi di anatomia e fisiologia, lo Shiatsu entra a tutti gli effetti nel sistema sanitario giapponese nel 1964 come tecnica autonoma. Occorrono studi universitari e un esame di stato per poterlo praticare. È sempre grazie a Namikoshi e al suo Japan Shiatsu College se lo Shiatsu comincia a essere conosciuto anche in occidente.

Shizuto Masunaga e lo Zen Shiatsu

Discepolo di Namikoshi, laureato in psicologia, Masunaga è stato colui che ha ridato allo Shiatsu la dignità di 5000 anni di storia e l’ha reso famoso in tutto il mondo. Distaccatosi da Namikoshi, dopo 10 anni di insegnamento al Japan Shiatsu College, nel 1968 fonda l’istituto IOKAI, che per decenni diventerà un centro nevralgico di studi con persone provenienti da tutto il mondo. Lo stesso Masunaga girerà il globo insegnando negli USA e in Europa la sua disciplina.

Qual è stata la sua grande rivoluzione? Sicuramente l’approccio psicologico (senza nulla togliere a quello medico anatomico-fisiologico) e le conoscenze della medicina cinese. Masunaga, infatti, recupera la teoria dei meridiani (canali energetici su cui si basa l’agopuntura) sviluppandola ed elaborandola ulteriormente, il principio di yin e yang (soprattutto nel concetto di vuoto/pieno), gli tsubo (i punti di pressione o agopunti) e la teoria dei cinque elementi (o movimenti). Dà alla sua tecnica il nome di Keiraku Shiatsu (Shiatsu dei meridiani) ma in occidente verrà presentato come Zen Shiatsu

Zen Shiatsu: caratteristiche

Approccio olistico

Quando si parla di olismo ormai si intende tutto e niente. Spesso si ha una visione negativa data dalla diffusione di tecniche e discipline decisamente dubbie. In questo mare magnum, però, ci sono arti come lo Shiatsu che sono supportate da 5000 anni di storia e dalla medicina moderna, come si può vedere in Giappone. Quando si parla di olismo, si deve sempre pensare a un approccio unitario verso la persona, che la riguarda nel suo essere corpo, mente, emozioni e spirito come unità. TUTTE le discipline orientali (la medicina cinese, lo shiatsu, la medicina thailandese, etc) si basano su un’insieme di tecniche che hanno senso quando sono tutte praticate e prese in considerazione.

Per cominciare, si ha una prima divisione in discipline che l’individuo pratica su se stesso nella quotidianità (esercizi di salute, chiamati Do In in giapponese, Dao Yin in cinese) e quelli che un operatore pratica su un ricevente (An Kyo/An Kiao). Già da qua si capisce che la salute, intesa in senso integrale, è un’opera a cui si deve dedicare in primis il paziente, facendo degli esercizi specifici ogni giorno, curando la dieta e lo stile di vita. In occidente abbiamo la tendenza a non fare niente per noi e, quando stiamo male, a delegare tutto al medico e ai medicinali.

Successivamente, quando ci si reca da un medico cinese o giapponese, questi non si limita a farci una valutazione fisica, fa domande anche sulla situazione psico-emotiva e spirituale. Poi, procede mettendo gli aghi, facendo un massaggio, somministrando erbe, prescrivendo una dieta specifica con degli esercizi e ci dà indicazioni sulla vita personale. Come si può notare, si copre tutta la sfera dell’esistenza umana. Compito del paziente è quello di agire attivamente per la propria guarigione, cambiando non solo stile di vita, dieta, ma anche approccio mentale alla vita. In occidente, purtroppo queste discipline orientali sono state separate e quando andiamo dall’agopuntore si limita a metterci gli aghi e nulla più, tralasciando le erbe, la dieta, il massaggio e il consulto psico-emotivo, nonché gli esercizi a casa. Per ottenere tutto ciò, in occidente, tocca andare da 4 o 5 specialisti diversi!

L’addome

Il grande lavoro di Masunaga è stato quello di creare un metodo che si adatta alla persona e non segue dei protocolli stabiliti a seconda del problema. Ogni persona è diversa e reagisce diversamente da un’altra con lo stesso identico problema. Masunaga, quindi, ha sviluppato una diagnosi prendendo le mosse dall’Anpuku: il massaggio addominale. L’intestino è chiamato il secondo cervello e presenta una quantità di cellule nervose seconda solo a quella del cervello. Non a caso viene chiamato sistema nervoso enterico o secondo cervello. Sin dall’antichità, nella medicina cinese e giapponese (vedere Chi Nei Tsang e Anpuku per approfondimenti) veniva riconosciuto all’addome un’importanza vitale. Per i cinesi e i giapponesi è la sorgente del Qi (o Ki in giapponese: l’energia vitale che permea tutte le cose). Non a caso i samurai, per togliersi la vita, praticavano il seppuku, ovvero si trapassavano con la spada infilzandola nell’addome. La pancia in Giappone si chiama Hara. Questa pratica suicida viene anche chiamata Hara-kiri, non a caso.

Sono molti ormai gli studi che sostengono che le emozioni sono collegate all’intestino, ma i cinesi e i giapponesi lo avevano capito da centinaia di anni. Così con lo Zen Shiatsu, il primo contatto con il ricevente lo si fa attraverso l’addome. Si ascolta e si palpa in modo da “decifrare” il suo stato. Ogni zona dell’addome è collegata a un meridiano, a un organo, alla funzione dell’organo e a una relativa emozione. Una volta elaborata una diagnosi energetica, si procede al lavoro sui meridiani.

I meridiani e i 5 elementi

Il metodo di Masunaga riprende i 5000 anni di medicina cinese e i suoi elementi principali. Uno di questi è sicuramente il sistema dei canali energetici o meridiani. Secondo questa teoria, l’energia vitale dell’essere umano (Qi o Ki), scorre lungo dei canali privilegiati e permette così a tutti gli organi e le funzioni corporee di funzionare nel modo corretto e di mantenere un equilibrio in tutto il sistema psico-fisico. I meridiani principali sono 12 e corrispondono ai loro relativi organi: Polmone, Intestino Crasso, Stomaco, Milza, Cuore, Intestino Tenue, Vescica, Reni, Pericardio, Triplice Riscaldatore, Cistifellea e Fegato. I meridiani si alternano in yin e yang e procedono in coppie: Polmone è collegato a Intestino Crasso, Stomaco a Milza e via dicendo.

Ogni coppia è manifestazione di uno dei 5 elementi o movimenti: Metallo, Terra, Fuoco, Acqua e Legno. Fuoco è l’unico che comprende 4 meridiani invece che 2. Questi elementi in realtà non sono sostanze fisiche (come poteva essere per i 4 elementi dell’antica Grecia) ma sono qualità diverse della stessa energia, e quindi in continua trasformazione e movimento. Ognuno presenta delle caratteristiche precise e un aspetto yin e uno yang: Polmone è yin rispetto all’Intestino Crasso che è yang, entrambi fanno parte del Metallo. Queste categorie, che ci sembrano così astruse e fantasiose, in realtà sono delle semplici metodologie sviluppate dagli antichi cinesi per cercare di creare una mappa del creato: osservando la natura e basandosi sulla convinzione che il macrocosmo e il microcosmo seguono le stesse leggi e caratteristiche, hanno usate le stesse categorie per il corpo umano.

Yin e Yang

Se ne parla tanto e spesso a sproposito. Si tratta di un semplice sistema binario di decodificazione della realtà. Ormai anche gli scienziati contemporanei sono arrivati alla conclusione che l’universo si basa tutto su un codice binario. I cinesi lo avevano capito millenni fa. Yin rappresenta il lato in ombra della collina mentre lo Yang è il lato al sole. È evidente che quello che ora è al sole, poi sarà in ombra. Questo spiega bene come yin e yang non siano due entità assolute ma due aspetti della stessa energia. Infatti è basilare comprendere che Yin e Yang sono due concetti relativi, mai assoluti. Yin sarà sempre in relazione a uno Yang. Ognuno dei due contiene sempre un po’ dell’altro. Quando lo Yin raggiungerà il suo massimo, inizierà a diventare Yang. Non può esistere l’uno senza l’altro. Le leggi che li determinano sono 4:

  1. Yin e Yang sono opposti
  2. Hanno origine reciproca
  3. La crescita e la riduzione di uno è inversamente proporzionale a quella dell’altro
  4. Si alternano e si trasformano reciprocamente.

In generale possiamo associare delle caratteristiche allo Yin: oscurità, luna, notte, oscuro, femminile, passivo, freddo, negativo, nord, ovest, terra, acqua; e allo Yang: luce, sole, giorno, chiaro, maschile, attivo, caldo, positivo, sud, est, cielo, fuoco. Tendenzialmente, l’energia Yang sale, porta verso l’alto mentre quella Yin scende, spinge in basso.

Nello Zen Shiatsu, oltre che in relazione al Ki dei meridiani e degli organi, Yin e Yang sono usati per determinare la “qualità” del singolo tsubo o agopunto. Da questi concetti, infatti, Masunaga ha sviluppato quelli di Kyo (vuoto) e Jitsu (pieno). Si tratta di vuoto o pieno rispetto al Ki del meridiano. Il vuoto è chiaramente una carenza di energia il pieno è un ristagno della stessa. L’energia deve scorrere e quando non lo fa si creano dei disequilibri che alla lunga portano allo sviluppo della malattia. Il Kyo, oltre che al vuoto energetico, rappresenta il bisogno nascosto. È questa la vera radice del malessere, che si manifesta tramite un eccesso da un’altra parte (Jitsu). Il vero scopo dello Shiatsuka (operatore Shiatsu) è quello di scovare il Kyo, il bisogno nascosto, e di riportarvi il Ki sbloccando il Jitsu, che è la manifestazione esteriore del bisogno nascosto.

Shiatsu dal Giappone

Perché Zen

Ascolto

Sebbene il termine Zen Shiatsu non sia stato voluto da Masunaga, quando glielo hanno proposto, non lo ha rifiutato. Questo perché l’approccio è lo stesso: nessun dogma, nessuna scrittura a cui credere ciecamente, solo pratica ed esperienza e tanto ascolto. Il metodo di Masunaga prevede l’uso simultaneo di due mani durante il trattamento: una mano sta ferma e fa da sostegno, detta mano madre, l’altra si muove e preme sul meridiano, detta mano figlia. Entrambe le mani ascoltano, anche se in modo differente, creando un ponte energetico di cui l’operatore è il tramite. Di fatto, non è lo Shiatsuka che cura il ricevente, è esso stesso che si autocura tramite l’operatore. Lo scopo di tecniche come lo Shiatsu è questo: non di debellare una malattia o un malessere, ma di rendere l’individuo più forte e consapevole, dandogli gli strumenti per superare la malattia e il malessere da solo.

Trattamento e non massaggio

Sono molti quelli che credono che lo Shiatsu sia un massaggio. Di fatto vengono usate le mani (ma non solo, anche gomiti, ginocchia, piedi) ma non si limita a una manipolazione dei tessuti (siano essi il tessuto connettivale, l’epidermide o i muscoli). Lo Shiatsu è un trattamento che comporta manualità anche intense e profonde unite a un lavoro energetico. È una tecnica principe proprio per questo suo duplice aspetto. Non è come il Reiki che si limita a lavorare solo con l’energia, né è una massoterapia che si limita a lavorare sui tessuti, ma una combinazione di entrambi. Il fulcro dello Shiatsu è la digitopressione: perpetrata tramite pressioni con i pollici, i palmi, le ginocchia, i gomiti, i piedi. Pressioni anche intense, a volte (dipende dai singoli casi). Ma pur sempre pressioni che vanno a lavorare anche su dei canali energetici oltre che su dei tessuti.

Stiramenti e Makko-Ho

Una parte importante dello Shiatsu che spesso gli operatori occidentali tralasciano, è quella degli stiramenti. I meridiani, benché non siano entità fisiche, sono strettamente legate al corpo. Ogni movimento delle membra attiva o meno certi meridiani. Così sono stati sviluppati degli stiramenti atti a lavorare sull’energia del singolo meridiano. Sono esercizi spesso usati anche solo come diagnosi del canale energetico. Dove c’è una restrizione nel movimento di un arto, si ha anche un disequilibrio energetico del meridiano relativo. Oltre agli stiramenti effettuati dall’operatore sul ricevente, Masunaga ha sviluppato una serie di esercizi di allungamento dei meridiani che chiunque può fare a casa, tutti i giorni. Sono esercizi molto simili a posizioni yoga: nella teoria dello yoga sono conosciute le nadi, canali energetici, e le posture hanno sicuramente l’intento di lavorare sull’energia di queste nadi (sebbene ormai nessuno in occidente insegni più queste cose relative allo yoga). Masunaga ha scritto un libro intero su questi esercizi e li riteneva una parte importante della cura del disequilibrio.

Emozioni

Lo Shiatsu è stata la prima tecnica olistica che ho studiato e rimane la mia preferita, per molti motivi. Non necessita di particolari accorgimenti: non ha bisogno di olio, non servono lettini da massaggio, il ricevente può rimanere vestito, si può fare praticamente in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento. Inoltre, è uno strumento fantastico per lavorare sull’aspetto psico-emotivo, oltre che su quello fisico e quello energetico. Questa stretta correlazione fra meridiani ed emozioni, permette di percepire e con una certa chiarezza lo stato emotivo del ricevente e di poterci quindi lavorare sopra, con la collaborazione di chi riceve (elemento fondamentale: se non c’è apertura e collaborazione, non si può fare quasi niente)

Per questo un aspetto importante di un trattamento Shiatsu è il dialogo pre e post trattamento (e a volte anche durante), in cui si può condividere ciò che è venuto fuori e fare così da specchio all’altro, di modo da rendersi vicendevolmente consapevoli della propria situazione. Non è per tutti: molti non hanno voglia di mettersi a nudo di fronte a uno sconosciuto e tanto meno di prendersi la responsabilità della propria situazione, che implica sempre un mettersi in gioco e cambiare l’approccio all’esistenza e lo stile di vita.

Ecco un link per approfondire i benefici, le controindicazioni e lo Shiatsu in generale: https://www.tommasosguanci.com/shiatsu

Conclusione

Ciò che rende speciale lo Shiatsu, oltre a tutto ciò che è stato detto e che potrete trovare in qualsiasi libro o articolo che approfondisce l’argomento, è l‘approccio dell’operatore. Ciò che conta, infatti, più che la tecnica in sé, è il fatto che l’operatore faccia vuoto dentro di sé per permettere di accogliere al meglio il ricevente e trattarlo nel modo più consono alle sue esigenze. Per questo è fondamentale che l’operatore sia una persona con un profondo lavoro su se stesso, che abbia un ego ridimensionato da esperienze spirituali intense e radicali. Queste caratteristiche sono estremamente personali e non è facile capire se chi avete di fronte ha fatto un vero percorso su se stesso o se invece si limita a usare queste tecniche per accrescere il proprio ego. È facile scambiare lucciole per lanterne e di giudicare dalle apparenze. Sicuramente una persona che si fa continuamente pubblicità e pretende di avere la verità in tasca, raramente sarà uno che ha creato il vuoto dentro di sé.