Myanmar, il paese delle pagode

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Da quando bazzico l’Asia sono sempre stato incuriosito da questo paese ai margini della penisola indocinese. Essendosi aperto al turismo solo nel 2010, non ha ancora sviluppato un turismo di massa invasivo ed è possibile gustare una cultura genuina che è difficile trovare in altri paesi del sud est asiatico come il Vietnam o la Thailandia. Anche i luoghi più visitati mantengono ancora (per poco) un tono e un carattere originario. Ricco di etnie diverse che lo rendono peculiare (anche per le frizioni che si generano), il Myanmar è un paese ancora estremamente povero, nonostante negli ultimi anni l’economia sia in forte sviluppo. La religione più diffusa, il Buddismo di scuola Theravada, impregna gli strati della società fino al midollo: le pagode o templi buddisti tempestano il paese da nord a sud, nelle città come nelle campagne.

Ho trascorso solo 12 giorni in questo meraviglioso paese e le mete visitate sono state poche. Il programma iniziale era quello di fermarmi almeno due settimane poi per tutta una serie di situazioni personali ho dovuto cambiare i piani. D’altronde quando si viaggia per un lungo periodo è difficile rispettare i piani perché succede sempre qualcosa che era impossibile da calcolare, soprattutto perché si incontrano persone che ti cambiano la vita. Diciamo che per ora è stato un assaggio e che questa nazione mi vedrà di nuovo approfondendo quegli aspetti che mi sono mancati in questa prima incursione.

Ngapali beach
Ngapali beach

Storia del Myanmar

“Raramente chi visita la Birmania si rende conto delle difficoltà della vita quotidiana nel nostro paese. Apparentemente le cose sembrano tranquille e serene, e solo chi ha familiarità con stati governati da regimi dittatoriali inefficienti riesce a rendersi conto di che cosa accade veramente.”

Aung San Suu Kyi

Primi popoli

Ci sono ritrovamenti di insediamenti risalenti a 11000 anni fa, ma il primo popolo civilizzato fu quello dei mon, che dal 3000 BCE lentamente migrò in questi luoghi e nel III secolo BCE fondò il regno di Suwarnabhumi attorno al porto di Thaton. I mon accolsero il buddismo nel II secolo BCE quando i monaci di Ashoka, re dell’India, diffusero la parola di Buddha per tutta l’Asia. Si formò così una cultura ibrida mon-indiana che dominò tutto il sud del territorio birmano. Il nord era diviso in città-stato sotto regni ed etnie diverse shan e tai e le cui alleanze comprendevano la Cina, il regno del Siam (Thailandia centrale), Laos e Lanna (Thailandia del nord).

Pyu e Pagan

Nel I secolo BCE i Pyu entrano nel paese fondando città-stato e prendendo il controllo della Birmania. I cinesi, con cui commerciavano, li descrivono come un popolo pacifico, in cui la guerra era sconosciuta, le prigioni non esistevano e i trasgressori della legge venivano puniti con le frustrate o la pena di morte. Si praticava il buddismo Theravada e tutti i bambini venivano mandati come novizi nei templi dai 7 fino ai 20 anni di età. Le dispute venivano risolte con un combattimento fra campioni o con gare di costruzione. Tale popolo venne sconfitto nel IX CE dal regno di Nanzhao, popolazione bai del territorio dello Yunnan cinese.

Nella seconda metà del IX secolo un altro popolo invase la Birmania, i Bamar. Si stabilirono nel nord e fondarono il regno di Pagan (attuale Bagan). Nel 1057 sconfissero il regno di Tathon del sud del Myanmar unificando il paese. Diventarono un regno potente che controllava gran parte del sud est asiatico parallelamente a quello Khmer della Cambogia. Il suo declino avvenne secoli dopo a causa di una concentrazione dei territori e delle risorse nelle mani del clero buddista (Sangha) e con l’arrivo della minaccia mongola da nord. Infatti nel 1289 i mongoli penetrarono nel territorio, saccheggiarono la capitale e instaurarono un governo fantoccio.

Guerre interne

Si susseguirono due secoli di lotte interne a causa di una nuova divisione del territorio. Principalmente si videro protagonisti i regni di Ava a nord e quello di Pegu a sud, ma con costanti influenze dalla Thailandia e dalla Cina. La famosa guerra dei 40 anni inasprì ulteriormente i rapporti fra i due regni portando a un nulla di fatto. Nonostante ciò, si vide un fiorire della letteratura birmana e dei commerci. Questo periodo andò avanti fino alla dinastia Taungù, che iniziò una campagna di riunificazione portandola a termine fra il 1551 e il 1581 grazie a Bayinnaung, prima generale poi re. Alla sua morte, però, il regno si sfaldò ancora. Venne nuovamente riunificato nel 1613 da Anaukpetlun sconfiggendo i portoghesi che calavano da nord. Nuove lotte interne dividono il paese fino a che la dinastia Taungù fu sconfitta nuovamente. Nel frattempo un nuova dinastia si fece largo, quella dei Konbaung, che non solo unificò nuovamente il regno e portò il Myanmar a nuovo splendore, ma allargò i confini conquistando Ayutthaya (Thailandia).

Periodo coloniale

L’espansione della Birmania preoccupò la Cina che la invase tre volte durante il 1700 ma furono sempre respinti. Il Siam ne approfittò per liberarsi dai birmani invasori e riprendersi Ayutthaya. Siccome il Myanmar conquistò l’Assam, i britannici che governavano l’India si preoccuparono e attaccarono la Birmania. Nel giro di tre differenti guerre, tutte durante il 1800, occupò l’intero paese. Questo divenne una provincia dell’India con capitale Rangoon (attuale Yangon). Si formarono subito sacche di ribellione che vennero contenute ed estirpate dai britannici. Questi mandarono coloni indiani a occupare e coltivare a riso le terre del Myanmar. Dopo il canale di Suez, infatti, ci fu un incremento della richiesta del riso birmano.  L’economia crebbe rapida ma tutto si concentrava nelle mani dei britannici e dei coloni indiani senza alcun beneficio per la popolazione locale.

Dal 1920 si formarono associazioni e iniziarono rivolte armate contro i coloni britannici, sia da parte dei civili che dei monaci. Proteste contro le tasse, il sistema educativo, politico andarono avanti negli anni ‘30, con rivolte che da livello regionale divennero a livello nazionale, finite in massacri da parte dell’esercito britannico. Questi decisero di separare India e Birmania nel 1937 e viene creato un sistema costituzionale nuovo, con elezioni a suffragio universale. Questo diede nuova speranza ai birmani che si lanciarono in nuove proteste, sedate con la forza.

Seconda guerra mondiale

Molti approfittarono dello scoppio della guerra per riuscire a ottenere l’indipendenza dai britannici. Aung San, generale e politico, si alleò con i giapponesi che gli avevano promesso di sostenerli contro l’invasore. Così, all’inizio degli anni ‘40, la Birmania cambiò invasore. I giapponesi, infatti, tutt’altro che dell’idea di rendere il Myanmar indipendente, lo occuparono militarmente. Ma con il pessimo andazzo della guerra per il Sol Levante, nel 1945 l’Esercito Nazionale della Birmania si liberò dall’oppressore nipponico con l’aiuto dei britannici, che non persero tempo a riprendere il controllo del paese. Fu formato un nuovo governo nel 1947 e dopo varie frizioni interne Aung San ricoprì il ruolo di vicepresidente del Consiglio Esecutivo, portando avanti con successo i negoziati per l’indipendenza. Fu però assassinato da U Saw, e con lui molti membri del partito.

Viene formato un nuovo governo che diede vita all’Unione per l’Indipendenza della Birmania nel 1948. Il sentimento antibritannico era così forte che il Myanmar si rifiutò di entrare nel Commonwealth (come invece avevano fatto India e Pakistan). I comunisti di vari orientamenti sorsero in proteste e insurrezioni contro il governo. Il nord del paese fu controllato dal Kuomintang quando i comunisti di Mao vinsero le elezioni nel ‘49. Le minoranze etniche chiesero uno stato federale e non ottenendo niente si lanciarono in guerriglie ferocemente represse dallo stato. Seguirono anni di instabilità di governo, di aiuti da parte degli USA inizialmente accettati e poi rifiutati per rimanere al di fuori delle controverse politiche internazionali.

Dittatura

Nel 1962, per fermare i contrasti interni, il generale Ne Win organizzò un colpo di stato e fondò un governo socialista guidato da un “consiglio rivoluzionario” formato da generali dell’esercito. Nello stesso anno ci fu una pacifica protesta all’università di Rangoon che finì in massacri da parte del governo, che fece anche saltare la sede dell’unione studentesca. Seguirono arresti di massa l’anno dopo fino a che nel 1964 furono bandite tutte le forme di opposizione. Il buddismo fu dichiarato religione di stato (il che scatenò la protesta dei kachin). Il dittatore chiuse lo stato al resto del mondo. Le proteste contro il governo non si fermarono soprattutto alla fine degli anni ‘80 quando, secondo le stime dell’ONU, a causa di una pessima politica economica del governo socialista, il Myanmar entrò nella lista dei paesi del quarto mondo.

Nel 1988 partirono una serie di proteste e repressioni violente che portarono a una rivoluzione e alla guerra civile. Il generale Saw Maung organizzò un colpo di stato e prese il comando stabilendo la legge marziale. Il governo militare cambiò il nome del paese da Birmania a Myanmar nel 1989. Nel 1990 ci furono le elezioni e vinsero i democratici ma i loro capi (Aung San Suu Kyi, figlia di Aung San e U Tin U) furono tenuti agli arresti domiciliari. Nel 1992 Than Shwe sostituì Saw Maung e liberò U Tin U dando la possibilità a Aung San Suu Kyi, nel 1995, di uscire dagli arresti senza però poter lasciare Rangoon. nel 2006 venne spostata la capitale da Rangoon a Naypyidaw. Anche a causa delle sanzioni internazionali, nel 2008 venne concesso un referendum costituzionale contestato dall’opposizione democratica in quanto permetteva ai militari il 25% dei seggi.

Apertura

Nel 2010 avvennero le elezioni, boicottate dai democratici sostenendo che erano piene di brogli. Vinse infatti il partito militare con l’80% dei voti. Dopo le elezioni, comunque, il governo attuò una serie di riforme atte a rendere il paese più democratico: economia mista, riconciliazione nazionale, rilascio dei prigionieri politici, istituzione di una commissione nazionale per i diritti civili, possibilità di fare scioperi, di creare sindacati e venne allentata la censura della stampa. Nel 2012 vennero fatte nuove elezioni in cui vennero concessi 46 seggi disponibili (gli altri, la maggioranza, rimanevano al partito militare) dando la possibilità ai democratici di partecipare (che vinsero 43 seggi dei 46). Nel 2015 seguirono altre elezioni, considerate le più democratiche finora, dove i militari si sono tenuti il 25% dei seggi: furono vinte dalla Lega Nazionale per la Democrazia.

monache questuanti
Monache questuanti

Myanmar in viaggio

“L’unico fattore di grande influenza sulla cultura e civiltà birmana è il buddismo Theravada; in tutte le parti del paese in cui vivono Birmani vi sono pagode e monasteri buddisti. Le cuspidi affusolate delle pagode, dipinte di bianco o d’oro risplendente, sono una componente essenziale del paesaggio. Non a caso la Birmania è sovente definita il «Paese delle pagode»”

Aung San Suu Kyi

Di questo affascinante paese, in realtà, non ho visto molto e il tempo per immergersi nella cultura locale è stato molto ridotto. I posti in cui i turisti possono muoversi tranquillamente non sono molti, considerando la vastità del Myanmar, si capisce quanto poco possiamo vedere di questa perla asiatica.

Religione

Considerato il paese più spirituale dell’Asia, la religione più diffusa è il buddismo Theravada, diffuso nell’89% della popolazione. In qualsiasi villaggio birmano, infatti, il monastero è il centro della vita culturale e i monaci sono venerati anche dai laici. Il buddismo arrivò circa 2000 anni fa, mescolandosi con l’induismo e le tradizioni animiste locali (tuttora seguite in certi villaggi). Esistono anche altre religioni, come l’islam (4%) il cristianesimo (4%) e l’induismo (1%). Benché ufficialmente ci sia la libertà religiosa, le altre tradizioni sono spesso discriminate; il che porta non di rado a scontri, soprattutto fra buddisti e musulmani.

Monaco e monaca a Botataung pagoda
Monaco e monaca a Botataung pagoda

Buddismo

Le pratiche buddiste principali sono l’acquisire meriti per la vita futura attraverso le scelte e decisioni attuali e la meditazione Vipassana. I meriti si acquisiscono rispettando i 5 precetti (astenersi dall’uccidere, dal rubare, dal mentire, dalla cattiva condotta sessuale e dal bere sostanze inebrianti) e facendo opere di carità e buone azioni. Esiste anche una pratica occulta, chiamata Weizza, che comprende l’uso di incantesimi, dell’alchimia e la pratica della meditazione Samatha.

Tutti i maschi entrano in monastero facendo vita monastica, fosse anche per un breve periodo di tempo. Questa pratica è detta Shinbyu, ovvero noviziato, che avviene non prima dei 7 anni. Si fermano nel monastero, praticando i 10 precetti (oltre ai classici cinque, ce ne sono altri: non diffondere i difetti della comunità buddista, non lodare se stessi o parlar male degli altri, non essere avaro, non nutrire rabbia, non parlar male di Buddha, del Dharma o del Sangha (comunità buddista)), almeno per 3 mesi. Hanno l’occasione, a 20 anni, di essere ordinati monaci e vivere per sempre nel monastero, seguendo i 227 precetti. Molte famiglie povere, non potendo permettersi la retta scolastica, fanno studiare i figli nei monasteri per tutto il percorso scolastico.

Monaci che elemosinano il cibo a Ngapali

Monachesimo

Su una popolazione di 53582000 abitanti, 500 mila sono monaci e 75 mila monache. Le regole che seguono sono molto rigide, 227 in totale, come l’obbligo di elemosinare il cibo (la mattina presto i novizi vanno in giro per il villaggio o la città a raccogliere le offerte di cibo dei devoti), il poter mangiare solo prima di mezzogiorno, vivere in castità, non toccare (né essere toccati) da donne (valido per i monaci maschi), il non poter star da soli con una donna, non utilizzare denaro, non fare scambi, non dormire con i laici, non consumare alcol, non fare il solletico, non giocare con l’acqua, non accendere un fuoco (o permettere che si accenda), non lavarsi più di due volte al mese.

Indossano una tunica color rosso scuro tendente al marrone e recitano i sutra in lingua Pali (seguono, quindi, il Canone Pali). Monaci e monache vivono separatamente e le donne hanno più restrizioni degli uomini. Anzi, in Myanmar, l’ordine femminile non è ufficialmente riconosciuto, in quando per anni è scomparso e quindi si è persa la trasmissione originaria. Quelli che esistono vengono tollerati ma non riconosciuti ufficialmente.

Novizio a Mandalay
Novizio a Mandalay

Cultura

La società burmese è strettamente legata alla religione. Tutte le festività sono buddiste e il monastero è il centro culturale e sociale del villaggio. I monaci sono venerati dalla popolazione. Non ho avuto modo di approfondire la cultura, sfortunatamente, ma ho trovato i birmani persone estremamente calme, accoglienti, gentili e sorridenti. Il Myanmar è estremamente economico e, seppur ormai aperto al turismo, ancora abbastanza genuino. Le strade sono spesso in pessime condizioni e passare da un luogo a un altro richiede molto tempo e una bella dose di pazienza. Le donne burmesi sono estremamente affascinanti avvolte nei loro meravigliosi abiti tradizionali che risaltano la femminilità. Sia maschi che femmine, usano una radice ridotta in pasta da spalmare sul viso per proteggersi dal sole e indossano una particolare gonna (sì anche i maschi).

Tipica gonna maschile burmese
Tipica gonna maschile burmese
Pasta che si spalmano in viso per proteggersi dal sole
Pasta che si spalmano in viso per proteggersi dal sole

Il Myanmar è uno stato multietnico che ospita la bellezza di 135 gruppi diversi, che parlano 108 lingue diverse. I bamar formano il 68% della popolazione, mentre gli shan il 10 e i karen il 7. Seguono altre etnie tra cui i mon, gli han cinesi e gli indiani. Inoltre, il Myanmar è casa delle 4 principali lingue mondiali: sino-tibetano, tai-kadai, austro-asiatico e indo-europeo. La convivenza fra questi gruppi non è sempre pacifica purtroppo e non mancano gli scontri violenti. Alcuni di questi sono stati perseguitato dal governo stesso e costretti a rifugiarsi in altri paesi, tra cui la Thailandia.

Bellissima burmese con la pasta per la protezione dal sole sul viso
Bellissima burmese con la pasta per la protezione dal sole sul viso

Il mio viaggio

“Nel nostro Paese, le donne sono fra gli strati più poveri della popolazione, massacrate dal lavoro; eppure hanno una mente davvero preziosa e forte.”

Aung San Suu Kyi
Giovani burmesi in attesa di fare un colloquio di lavoro
Giovani burmesi in attesa di fare un colloquio di lavoro

Yangon

Ex capitale del Myanmar, è la città più grande con 4576000 abitanti. Fondata come Dagon dai mon nell’XI secolo, attorno alla pagoda Shwedagon, era inizialmente un villaggio di pescatori. Fu conquistata dai britannici nel 1824 e di nuovo nel 1852. Fu enormemente abbellita dai colonizzatori che attirarono popolazioni da altre zone dell’Asia. Nel 1945 fu conquistata dai giapponesi e divenne capitale della Birmania indipendente nel 1948. Una città meno caotica delle classiche capitali asiatiche. Le attrazioni principali sono la pagoda Shwedagon, bellissima, il Kan Day Gyi Park, la pagoda Sule, il centro storico, il quartiere cinese, il Secretariat. 

Botataung pagoda
Botataung pagoda
Secretariat
Vita per strada
Venditore di riso
Venditore di riso
Fedeli in preghiera
Fedeli in preghiera
Favelas
Favelas
La famosa radice che masticano per darsi energia
La famosa radice che masticano per darsi energia
Uno delle tante figure religiose a cui offrono sigarette
Uno delle tante figure religiose a cui offrono sigarette
Offerta di sigarette per la divinità
Offerta di sigarette per la divinità
Shwedagon pagoda
Shwedagon pagoda
Lago Kandawgyi
Lago Kandawgyi
mercato notturno
Mercato notturno
grilli
Grilli
Quartiere del cinema
Quartiere del cinema
ristorante sul lago
Ristorante sul lago
Succo di canna da zucchero estratto a mano

Ngapali

Spiaggia dalla bellezza mozzafiato ancora non aggredita dal turismo, è una tappa immancabile per chi vuol esplorare luoghi naturali incontaminati. Chilometri di spiagge vergini, villaggi tradizionali, mercatini locali, pochissimi turisti e tanta gente del posto incuriosita. La sera non c’è praticamente niente da fare se non godersi la calma e il silenzio.

Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Casa tradizionale
Casa tradizionale
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Spiaggia incontaminata
Casa tradizionale
Casa tradizionale
Tramonto
Tramonto
Scuola elementare sul mare
Scuola elementare sul mare
Massaggio sulla spiaggia
Massaggio sulla spiaggia
Canoa tradizionale
Canoa tradizionale
Buonissimo pesce fresco
Buonissimo pesce fresco
Bambini e sardine a essiccare
Bambini e sardine a essiccare
Case tradizionali
Case tradizionali

Bagan

Antica capitale del regno di Pagan è l’attrazione numero uno del Myanmar. A 1500 metri sul mare, è costellata di pagode antiche e moderne, nel numero di 3822. Fondata nel 1000 mantiene il suo antico fascino e benché sia meta turistica non ha perso il suo carattere originario. Tutto è molto spartano, le strade sono in terra battuta e mezze dissestate, a parte le principali e ci si muove principalmente in scooter elettrico o bicicletta. Alba e tramonto vista da un’altura sono un must, come il volo in mongolfiera. All’interno si trova un villaggio tradizionale molto affascinante: coltivano il cotone, lo filano a mano e lo usano per produrre stoffe di vario tipo. 

Bagan all'alba con le mongolfiere
Bagan all’alba con le mongolfiere
Tempio
Tempio
Tempio
Tempio
Tempio
Tempio
Buddha superman
Buddha superman
Tempio
Tempio
Templi
Templi
Guardiano dandy
Guardiano dandy
Buddha
Buddha
Tempio
Tempio
Tempio
Tempio
Affreschi
Affreschi
Tempio
Tempio
Monastero
Monastero
Monastero
Monastero
Stupa
Stupa
Stupa
Stupa
Villaggio tradizionale
Villaggio tradizionale
Villaggio tradizionale
Villaggio tradizionale
Villaggio tradizionale
Villaggio tradizionale
Filatura del cotone a mano

Mandalay

La seconda città dopo Yangon, con 1225553 abitanti. Purtroppo ho visto poco e niente a causa di un cambiamento di piani all’ultimo minuto, ma il palazzo reale e la Mandalay Hill sono meravigliosi.

Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Mandalay Hill
Royal Palace
Royal Palace

Conclusione

Un paese estremamente affascinante che merita di essere approfondito ulteriormente. Per me è stata un’infarinatura che mi è servita per capire cosa avessi davanti e cosa aspettarmi la prossima volta che ci andrò, perché ci sarà sicuramente una prossima volta.

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