Racconti intorno al Fuoco

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Nel lontano 2014 pubblicai con la casa editrice Zerounoundici edizioni una raccolta di racconti, dal titolo Racconti intorno al Fuoco. Si tratta di racconti nati durante il mio periodo di vita monastica, intrisi di spiritualità, ricerca interiore, esoterismo, simbologia e accenni di varie tradizioni spirituali. Come è nata l’opera? Come si è evoluta?

Genesi

L’ispirazione

Non esiste un modo univoco in cui l’ispirazione si manifesta. Essa non muta solo a seconda delle persone, ma cambia ogni volta che si presenta allo stesso autore. Può succedere di essere ispirati ascoltando una musica particolare, o mentre fai la cacca la mattina, oppure leggendo un libro, dopo un sogno o facendo meditazione.

Ispirazione

La vita da monaco era particolarmente interessante. Facevamo meditazione quattro volte al giorno, studiavamo testi spirituali e delle varie tradizioni, miti, fiabe e racconti iniziatici. Inoltre, i nostri centri erano spesso in mezzo alla natura e il lavoro manuale era all’ordine del giorno. Ma la comunità in cui ero non era votata all’isolamento, tutt’altro: il contatto con gli altri era uno dei elementi più importanti.

Ascoltare le narrazioni di ogni persona che cerca un confronto, un conforto, un consiglio o anche solo di essere ascoltato, è in assoluto la più grande fonte di ispirazione per la stesura di storie accattivanti. Parlare con l’altro, chiunque esso sia, è il modo migliore per imparare. La trasmissione orale continua a essere uno dei metodi più efficaci per tramandare la conoscenza. Si impara non solo dalle parole dette, ma soprattutto da quelle non dette, dai gesti, dai silenzi, dagli sguardi.

La scrittura

Da che ho memoria ho sempre amato le storie. Fossero esse raccontate, scritte o animate. Ma l’opera che mi fulminò al punto da volerla emulare fu Il Signore degli Anelli di Tolkien. Avevo 12-13 anni quando lo lessi per la prima volta e fu amore incondizionato. Da quel momento mi dilettai a scrivere racconti, poesie, storie. Con un gruppo di amici si era creato un gioco: uno di noi sceglieva un titolo e tutti avevano un mese di tempo per scrivere un racconto. Il primo a inviarlo agli altri aveva il diritto di scegliere il titolo per il mese successivo.

Scrittura

Nonostante questa passione, non presi mai sul serio l’idea di scrivere per pubblicare, non mi sfiorò neanche la mente. Fu la mia guida spirituale di quando divenni monaco che mi spinse a credere nella scrittura. E grazie al suo supporto, nel 2008, nacque il primo racconto di “successo”: La Fonte dell’Amore. Lo inviai alla rivista Appunti di Viaggio che lo apprezzò e lo inserì nel numero 100.

Quell’evento fu determinante per farmi prendere la scrittura sul serio, sebbene fossi ancora acerbo e ignorante riguardo alla narratologia e all’editoria. Ma senza quella spinta non sarei mai arrivato a dove sono adesso. Negli anni seguenti scrissi altri racconti, che facevo leggere ai miei confratelli, fino al desiderio di scrivere un romanzo. Così nacque la prima stesura di Cronache delle Multisfere, ma di questo ve ne parlo qua.

Pubblicazione

Quando abbandonai la vita da monaco non persi la passione per lo scrivere. Ripresi in mano i racconti, li sistemai e li feci leggere a vari amici. Molti di loro erano entusiasti e mi spinsero a cercare un editore per pubblicare una raccolta. Così, iniziò quel folle viaggio che è l’odissea editoriale. Feci una ricerca di varie case editrici via internet e inviai il mio manoscritto. Molti di esse si rivelarono essere delle case editrici a pagamento (Dio ce ne scampi e liberi!) Dopo aver rifiutato tutte le loro folli proposte, ed essere stato rifiutato da varie case editrici serie, finalmente la Zerounoundici edizioni accettò di pubblicarmi.

Pubblicazione

La promozione è la parte più dura

La maggior parte delle persone crede che una volta che il tuo libro è stato pubblicato, diventerai un personaggio ricco e famoso. Niente di più falso. Trovare una casa editrice non è facile, ma promuovere il proprio libro dopo che è stato pubblicato è decisamente più complicato. Soprattutto se la tua casa editrice è piccola e senza soldi, e tu sei un Signor Nessuno qualunque.

Nonostante le innumerevoli difficoltà, date soprattutto dalla mia ignoranza del mondo editoriale, riuscì a fare diverse presentazioni e a vendere molte copie del mio libro. Molte per essere io un autore totalmente sconosciuto che ha pubblicato una raccolta di racconti con una casa editrice minuscola. Sì perché le raccolte di racconti, a meno che non siano di autori già famosi, non se le fila nessuno. Vendere più di 600 copie è un verso successo.

Evoluzione del libro

Copertina della 1a Edizione di Racconti intorno al Fuoco
Copertina della 1a Edizione

Il grosso delle vendite l’ho fatto nei primi due anni dall’uscita del libro. Ho notato un grosso calo quando mi sono trasferito in Irlanda nel 2016, non potendo più fare presentazioni in Italia. Il mio contratto con la Zerounoundici edizioni terminò dopo poco più di due anni dalla firma. Così decisi di ripubblicarlo, in una nuova edizione rivista e con una nuova copertina, con il servizio offerto da Amazon.

Copertina della 2a edizione di Racconti intorno al Fuoco
Copertina della 2a edizione

Ma è con la frequentazione del corso di scrittura creativa (base e avanzato) di Diego di Dio che do il taglio finale al libro. Consapevole delle regole della narratologia contemporanea, rivisito i vari racconti per dargli un taglio più moderno e accattivante. Vi aggiungo un nuovo racconto, che avevo scritto per una delle esercitazioni del corso di scrittura. Infine, grazie all’abile mano di Illary Casasanta, dono una nuova veste più in linea con la nuova qualità dei contenuti.

La copertina della 3a edizione di Racconti intorno al Fuoco
La copertina della 3a edizione

Storia dei racconti

La Fonte dell’Amore

Ogni racconto ha una sua storia peculiare che vale la pena essere menzionata. Come avevo detto prima, la meditazione è uno dei modi in cui mi arriva l’ispirazione. Ed è durante una sessione di meditazione che è nato il primo racconto della raccolta: La Fonte dell’Amore. Un racconto a cui sono molto affezionato, perché è quello che ha dato il via alla mia “carriera” di scrittore.

Ricordo quel momento come se fosse ieri. Durante la meditazione ho avuto la visione di una diga gigantesca, di quelle moderne fatte di cemento armato. Ad un tratto il muro presentò una crepa, al centro. Questa spaccatura si fece via via più grande fino a che il peso dell’acqua in uscita distrusse la diga, liberando il prezioso liquido dalla sua “prigionia”, rendendolo nuovamente attivo, portatore di vita. Questo enorme bacino d’acqua tenuto in cattività e finalmente liberato, non era altro che l’incommensurabile amore che ognuno di noi porta dentro, e che tendiamo a costringere dentro una prigione dorata. Da questa visione e le emozioni che mi ha scaturito si è evoluto poi il racconto.

L’ultimo Bacio

Questo racconto mi sta particolarmente a cuore per il significato che porta. L’ho scritto dopo aver fatto sogno davvero particolare. Ero ancora un monaco all’ultimo anno della facoltà di Teologia alla Gregoriana di Roma. Con me studiava, fra i tanti, una ragazza francese, una laica di nome Rosalie. Sin dal primo anno siamo diventati amici e per tutto il periodo di studi siamo stati molto legati.

Quella fatidica notte la sognai. Eravamo solo io e lei, non c’era nient’altro. Lei mi si avvicinò, con il sorriso sbarazzino che illuminava gli occhi azzurri. Con molta naturalezza appoggiò le sua labbra tumide alle mie e le nostre lingue si accarezzarono lentamente, assaporandosi con curiosità e passione. I corpi si toccavano e il nostro contatto mi infuse una dolcezza profonda, che saliva dalla colonna vertebrale.

Gli occhi si socchiusero, la luce si fece intensa, la dolcezza invase il mio corpo, ne prese possesso. Diventò così intensa da non riuscire più a sopportarla e in un’esplosione di luce, gioia e piacere mi svegliai. Al mattino ricordo di aver tirato un sospiro di sollievo, perché si trattava comunque di un sogno “contro la castità“, e la buona notizia era che non avevo avuto una polluzione, come a volte accadeva.

Quello stesso giorno, ci arrivò la terribile notizia della morte del fondatore della nostra comunità. Morte inaspettata, improvvisa, che gettò tutti nello sconforto. Mentre i miei confratelli raccontavano di sogni mistici di quella notte, io provai una profondissima vergogna: sognare di baciare una ragazza la notte della morte della mia guida spirituale era disdicevole. Portai quel senso di colpa per mesi, quando un giorno mi svegliai e capii tutto: io non avevo sognato la mia compagna di studi Rosalie, nient’affatto.

Quella non era altro che l’esperienza del trapasso che la mia guida aveva sperimentato e che aveva deciso di condividere con me attraverso quel sogno. Io avevo provato il bacio della Morte, in tutta la sua profondissima dolcezza. Perché questo è, l’ultimo momento: un dolcissimo, infinito bacio. Quel sogno divenne un racconto, la storia di un vichingo che fa il mio stesso identico sogno e impazzisce perché non ne capisce il significato. Allora si mette alla ricerca, abbandonando tutto, per cercare la sua misteriosa Lei.

Kimodameshi

Si tratta del nuovo racconto aggiunto alla raccolta. Kimodameshi, in giapponese, indica la prova coraggio di fronte a qualcosa di spaventoso, come un luogo infestato dai fantasmi. Il folklore giapponese è per me uno dei più affascinanti, con le loro storie di demoni, mostri, creature magiche ed eroi leggendari. Così, ho preso in prestito un paio di figure dell’immaginario giapponese: una onryo, ovvero lo spirito di un morto che torna nel mondo dei vivi per vendicarsi di torti subiti; una kitsune, le volpi magiche che hanno il potere di trasformarsi in esseri umani.

Queste figure folkloristiche le ho prese e messe ai giorni nostri, in un Giappone moderno ma rurale. Il protagonista è un hafu ovvero un “mezzosangue“, un ragazzo che è giapponese solo per metà e per questo bullizzato. Per dimostrare di non essere da meno dei compagni, Kenji (questo è il suo nome) si lancerà in bravate di cui spesso si pentirà. Soprattutto quest’ultima che dà il via alla storia e che cambierà la sua vita per sempre.

La Letizia del Drago

Questo racconto è un omaggio a un’amica siciliana di nome Letizia. Questa amica, femminista della vecchia guardia, si lamentava degli stereotipi di genere che impediscono agli esseri umani di realizzarsi e vivere in armonia. Soprattutto alle donne. Letizia è, infatti, la protagonista. Un’eroina in un medioevo intriso di magia e popolato dai draghi. Un’aspirante cavaliera osteggiata dalla famiglia che la vuole vedere vestire la gonna e trovarsi un marito.

Grazie al supporto di Grazia (la sorella), Letizia riesce a imbarcarsi in una missione che la renderà famosa in tutto il mondo: salvare il Principe Khabir dalle grinfie di un Drago. Letizia si getta a testa bassa nella sua prima avventura solo per scoprire che tutto ciò che credeva di sapere sui Draghi, era sbagliato. Si ritrova ad affrontare una crisi dopo l’altra che verranno superate soltanto quando lei saprà ascoltarsi veramente.

Segreti

Chi non è mai stato affascinato dalle Piramidi, soprattutto quelle di Giza? Proprio sul mistero della Piramide di Cheope e della Sfinge si basa questo racconto. Prendendo spunto da conferenze e articoli scritti da quella che era la mia guida spirituale a riguardo, ho immaginato un archeologo francese del XIX secolo, rimasto vedovo da poco, che per superare il trauma della morte della moglie si dedica allo studio della Piramide.

Questa ricerca lo porterà ben oltre ciò che aveva immaginato, mettendo in discussione le teorie che vogliono che anche la Piramide di Cheope sia una tomba, contro ogni logica. Logica che guiderà Pierre, il nostro archeologo, alla scoperta di segreti che non potrà raccontare a nessuno, ma che gli cambieranno la vita, e la visione della morte, per sempre.

Al di là delle nuvole

I nativi americani sono un popolo ancora affascinante. Popolo che si presta bene a diventare un racconto che può insegnarci qualcosa sulla vita. Nuvola-Che-Cammina è un ragazzo che ha un sogno apparentemente irrealizzabile: toccare le nuvole. Rassegnato all’impossibilità di raggiungere il cielo, la sua vita viene sconvolta quando vede una montagna così alta da essere circondata dai suoi amati nembi.

Abbandona il suo villaggio per raggiungere la cima del monte e coronare il suo sogno. Ma Nuvola-Che-Cammina non sa che quel viaggio lo trasformerà per sempre, attraverso un cammino che lo porta all’estremo, a provare qualcosa peggiore della sofferenza: l’indifferenza. L’inerzia alla vita, l’oblio eterno, perché nel mondo tutto è mutevole e non vale la pena affezionarsi a niente. Ma è veramente questo il succo della vita? Soltanto un grande sforzo di volontà spingerà Nuvola-Che-Cammina oltre il baratro del non ritorno.

Il Settimo Giorno

Breve racconto che esprime tutta la frustrazione dell’essere umano di fronte a quella spugna che cancella tutto: la morte. Veramente la morte disintegra le nostre esperienze, le nostre emozioni, i nostri successi? Vanifica i nostri atti, i nostri pensieri ma soprattutto il nostro amore per gli altri? Questo è ciò che si chiede Fazio, rimasto intrappolato in cantina durante un terremoto. La morte è la fine? Verremo ricordati una volta varcata la soglia?

Il Cantico del Vecchio Marinaio

Questo lungo racconto è ispirato alla storia del Re Davide della Bibbia. Una mia personale interpretazione del personaggio, mischiata all’atmosfera della Ballata del Vecchio Marinaio di Coleridge. Anche qua Davide è un giovane fulvo e di bell’aspetto. Amato da tutti, grazie alle sue grandi doti e il suo modo affabile raggiungerà presto la fama e la gloria. Elementi che non placheranno la sua sete di potere e conoscenza.

Anche il più nobile degli animi può venire corrotto dalla sete di potere e Davide non fa eccezione. Dovrà pagare per tutti i terribili crimini che ha commesso con il prezzo più caro: la sua anima. Ma non tutto è perduto, a ognuno è concessa una via per riscattarsi e Davide non si tirerà indietro, forte del suo potere. Solo quando si aprirà all’amore capirà che esso è l’unico vero potere esistente.

Potete trovare il libro sia in cartaceo che in ebook a questo link

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