Stranezze e curiosità del Giappone (per noi occidentali) pt. 1

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Ormai sono sulla bocca di tutti le peculiarità del Giappone, come il bagno super tecnologico, i treni proiettile, la gentilezza estrema, le perversioni sessuali (ci sono negozi che vendono le mutande usate delle liceali o delle collegiali…), una forte tendenza al razzismo, i manga, gli anime (e i loro fan sfegatati, chiamati otaku), il progresso tecnologico, succhiare i noodles in modo rumoroso, l’assenza di cestini per le strade e via dicendo. Ma pochi conoscono ben altre stranezze che il paese del Sol Levante nasconde. Si tratta, ovviamente, di stranezze per un occidentale, soprattutto Europeo come me. Quindi, dopo il mio articolo su Tokyo e quello sui suoi abitanti, eccone uno sulle stranezze e curiosità.

Delle “particolarità” sopra elencate eviterò di scrivere visto che ne parlano praticamente TUTTI ormai. Invece vi propongo una lista di cose che mi hanno colpito personalmente e che magari non è condivisibile da qualcuno. Ma d’altronde si sa, la vita è così e quello che sembra normale a me può sembrare strano a te e viceversa. Ma non perdiamo tempo e buttiamoci in questo mondo pieno di “stranezze”.

Il Giappone che non sai

“Il clima giapponese è particolarmente umido: con 4000 millimetri annui di precipitazioni è il paese più piovoso al mondo tra quelli a clima temperato. Inoltre le piogge cadono soprattutto d’estate a differenza di quanto accade in Europa. Questa piovosità elevata e concentrata nella stagione vegetativa fa sì che il Giappone possa vantare la più alta resa agricola della zona temperata.”

Jared Diamond

Famiglia

La famiglia giapponese è ancora estremamente tradizionalista. Innanzitutto la donna è quella che si occupa della casa e dei figli, a prescindere se abbia un lavoro o meno (anche se c’è ancora la tendenza a far smettere di lavorare la propria sposa). Gestendo la casa, gestisce anche le entrate economiche, non importa se l’unico guadagno è quello del marito. Il maschio tendenzialmente non cucina, anche quando è single e vive da solo: vanno tutti a mangiare fuori oppure ordinano a un delivery service. Quando è presente una moglie, è lei che fa tutto in casa, e anche i figli spesso non contribuiscono minimamente alla pulizia e alla cucina (è più facile che paghino una specie di affitto ai genitori…). Esistono ancora casi, abbastanza diffusi purtroppo, di mariti violenti con le mogli e con i figli e questi che accettano la violenza come una cosa quasi “normale”.

Spesso la famiglia decide il destino dei figli che hanno poca voce in capitolo nello scegliere il percorso scolastico (college compreso) e anche il lavoro. Nonostante il famoso distacco affettivo dei genitori verso i figli (succede spesso che questi, anche prima di raggiungere la maggiore età, siano abbandonati a se stessi e possano sparire di casa e riapparire senza che i genitori se ne lamentino) c’è la tendenza a vivere in famiglia almeno fino al matrimonio. Siccome sempre meno gente si sposa (problema comune alle civiltà moderne), chiaramente dopo un po’ si levano di casa ma ho conosciuto tantissime persone, uomini e donne, con un lavoro stabile vivere ancora con i genitori.

Monaci buddisti sposati

Pochissimi sanno che i monaci buddisti giapponesi possono sposarsi. Pratica diffusa da molti secoli, regolarizzata non tanto tempo fa. Essendo il giapponese medio per niente religioso (ma attaccato alle tradizioni), è difficile che uno di loro senta la vocazione e si faccia monaco. Così succede che monaci diventano i figli o i nipoti di altri monaci. Praticamente è la famiglia che spinge il primogenito (di solito) a occuparsi del tempio in cui opera il padre o il nonno. L’essere monaco diventa così più un lavoro che una vocazione, infatti hanno tutta una serie di agevolazioni come il giorno libero, regole ascetiche molto blande, il non essere vegetariani o il bere alcol.

Ci sono sempre più casi di giovani monaci in formazione che scappano dal monastero prendendo voli per il Brasile o altre destinazioni remote. La maggior parte sono fermate dalla famiglia all’aeroporto che, a quel punto, capisce il loro disagio e accorda loro di scegliere un’altra strada, pur di rimanere in Giappone. Perché infatti il loro maestro formatore è il padre o il nonno (o comunque un familiare) e decidere di smettere di fare il monaco significa affrontare la famiglia. Un articolo approfondito sulla mia esperienza in un monastero Zen trovate qua.

Puntualità

Nonostante il Giappone abbia fama di puntualità estrema, ed è vero per quanto riguarda i mezzi di trasporto e tutto ciò che gira intorno all’ambito lavorativo, non è sempre applicabile ai rapporti personali. Mi è capitato spesso di fissare con dei giapponesi e vedermi arrivare messaggi come: scusami, sono in ritardo. Oppure che cambiano i piani due o tre volte prima dell’appuntamento (ovvero luogo o orario o entrambi). Chiaramente non sono tutti così ma, probabilmente a causa della vita stressante che la maggior parte di loro conduce, tendono a dare “meno importanza” ai rapporti personali che non a quelli lavorativi in cui se arrivi in ritardo sei licenziato. È infatti anche difficile fissare un appuntamento con un amico, che spesso te lo dà un mese o due dopo, tanto sono occupati!

Lavori inutili

Camminando per strada capita spessissimo di vedere uomini, vestiti con casco di protezione, tuta da lavoro e gilet catarifrangente, che dicono ai pedoni dove possono o non possono passare, causa dei lavori. Il fatto è che vengono spesso messi dove non servono praticamente a niente. Oppure ce ne sono tipo uno ogni 5 metri, quando magari ne bastava uno solo. Perché tutto ciò? Si tratta di una intelligente manovra del governo per dare lavoro a più persone possibili, così da far sì che l’economia giri. Perché se uno i soldi non ce li ha, non li spende, non compra cose, e via dicendo. Certo, si tratta di lavori particolarmente frustranti e decisamente poco stimolanti, ma meglio che rimanere a casa a non far niente o peggio finire per strada.

Lavori inutili in Giappone
Sia quello in primo piano che quelli in fondo sono addetti allo stesso lavoro…
lavoratori inutili Giappone
Sia quello in primo piano che quelli in fondo sono addetti allo stesso lavoro…

Fumare nei ristoranti

Il Giappone è famoso per l’ordine e la pulizia, anche nelle strade. Infatti non si può fumare per strada se non in apposite zone segnalate, pena la multa. Sono molti i giapponesi che fumano e tutti rispettano queste regole. Cosa strana, però, nei ristoranti si può fumare, come in tantissimi altri locali al chiuso come bar, pub, etc. a meno che non sia espressamente vietato dal gestore (per esempio negli Starbucks non si fuma). Sono passati anni da quando l’Europa ha bannato il fumo dai locali eppure sembra che al Giappone non gliene freghi niente. In vista delle olimpiadi del 2020 c’è chi si sta facendo il problema visto il grande afflusso di “gaijin”, ovvero non Giapponesi, e si parla di prendere dei provvedimenti a riguardo. Attendiamo.

Area fumatori esterna

Carta igienica

Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Sono stato in Giappone due volte, una per 5 settimane e una per 3 mesi. Ho viaggiato il paese in lungo e in largo, dall’Hokkaido fino al Kyushu passando per Honshu e Shikoku. Nel 99% dei posti in cui sono stato, che fossero case private, bagni pubblici, bagni di ristoranti o locali, bagli universitari, ho sempre trovato una carta igienica penosa. Praticamente un velo sottilissimo che si rompe a guardarlo. In molti casi non ha neanche le parti tratteggiate per strapparla decentemente e quando ce l’ha spesso si rompe lo stesso a cazzo. Insomma, la cosa più scomoda e mal fatta che abbia mai visto. Da un paese così dedito alla pulizia non me lo sarei mai aspettato.

Carta igienica Giappone

Lavatrice

Tutti conoscono il WC giapponese (chiamato Washlet) ma pochi sanno che la vera rivoluzione in campo elettrodomestici è la lavatrice. Innanzitutto le loro lavatrici sono di base più grandi delle nostre, con un cestello molto ampio. La maggior parte hanno il carico dall’alto (ma ci sono anche quelle con il cestello orizzontale) e lo sportello si può aprire SEMPRE senza che ciò crei nessun tipo di danni o problemi al lavaggio. La cosa più bella, per me, è che ti lavano i panni con un programma che dura 30-40 minuti, equivalente ai nostri programmi da due ore! Alcune, poi, hanno l’asciugatrice incorporata, ma queste esistono anche da noi. Ovviamente il costo è molto più alto delle nostre lavatrici, ma li spenderei volentieri quei soldi per un elettrodomestico del genere!

Lavatrice giapponese
Lavatrice giapponese
Lavatrice giapponese

Plastica

Nonostante l’avanguardia tecnologica, il Giappone sembra essere totalmente insensibile al problema dei rifiuti plastici, soprattutto delle famigerate microplastiche. I sacchetti che danno nei negozi sono tutti “vecchio stampo”, ovvero non biodegradabili. Inoltre, per mantenere la freschezza dei prodotti, hanno la mania di impacchettare tutto, anche frutta e verdura, senza ritegno. Gli snack che si comprano nei supermercati o nei convenience store non solo hanno la confezione esterna, ma ogni pezzo è a sua volta protetto da un altro involucro. Il riciclo dei rifiuti è ben fatto, ma sappiamo tutti che le plastiche riciclabili sono una bassa percentuale. Su questo il giappone è davvero indietro e dovrebbe svegliarsi e sensibilizzare la popolazione.

Plastica Giappone
Plastica Giappone
Plastica Giappone

Ritrose

Concludiamo la prima parte con questa perla: in Giappone le persone parlano della spirale dei capelli con una certa frequenza, soprattutto le mamme riguardo ai loro figli. Esiste un modo di dire, tsumuji magari, che letteralmente vuol dire: piegare o torcere al contrario la ritrosa. Viene usato per descrivere i bambini ribelli. C’è inoltre la credenza, nell’età dell’infanzia, che premere sulla spirale dei capelli sia pericoloso: si può diventare calvi o ci può venire la diarrea. Infine, dato l’evento molto raro in Giappone, le persone che hanno due ritrose nei capelli sono considerate molto forti.

Qua la seconda parte dell’articolo!

Vi ricordo che è possibile finanziare i miei viaggi! Grazie!


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